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  • Emanuele

30 for 30: 17 giorni al via. La tensione è altissima.


In diretta con i Triatleti Ignoranti o, adesso Scannellatori seriali

Sono passati giorni, settimane e mesi. Abbiamo attraversato uno dei periodi che la storia ricorderà per sempre e siamo ancora dentro una crisi pandemica senza precedenti che avrebbe potuto cambiare il mondo in maniera totale e forse lo farà. Ha cambiato tanto delle nostre abitudini, ha cambiato totalmente le nostre giornate, ha cambiato totalmente la vita di tante, troppe persone che a causa del virus, o come concausa hanno perso la vita. Non è del virus però che voglio parlare, ma di ciò che ha mi ha imposto di fare per continuare a perseguire un sogno. Nato in una giornata qualunque di settembre, che qualunque non lo sarà più, si è affermato a causa, o per merito, delle persone che mi stanno a fianco, delle persone con cui collaboro nello sport. La vita cerca sempre di trovare le migliori persone per essere vissuta.

Un momento catartico in garage

A volte però trova persone che sono talmente simili a te nei pensieri, nei gesti, nel modo di interpretarla che ti ritrovi a confessare un sogno che le motiva a spronarti ad andare avanti e anzi si offrono per supportarti. Non stiamo parlando di sponsor, di partners, ma di amici con i quali condividi passione, in questo caso per il cross, il triathlon cross. A febbraio, tutto sembrava perduto, tutto sembrava così maledettamente difficile per poter continuare un progetto che, in quel momento aveva già preso un’importante forma ma comunque poteva essere quantomeno rimandato o posticipato. Non ho voluto mai imporre a nessuno una data, anzi, ma sono sempre stato semplicemente dell’avviso che se si sarebbe potuto fare si sarebbe fatto nelle date prestabilite anche se la concomitanza con la gara XTERRA Italy Lake Scanno fosse saltata. Decisi così insieme a coloro che collaborano al progetto che sarei andato avanti con la preparazione. Ovviamente era tutto da ridisegnare senza sapere né come, né quando si sarebbero potuti riprendere gli allenamenti veri. Il nuoto era impossibile da fare, ergo, elastici ed esercizi a secco che seppur mi aiutavano a mantenere un buon livello muscolare non potevano certo sostituirsi alla piscina, al lago o al mare. In più ciò ha riacutizzato un problema all’articolazione acromion-claveare che mi porto dietro da oltre un anno e che abbiamo deciso di “curare” in diversi modi senza successo. Si convive col dolore, abbassandolo con infiltrazioni, dolorose e costose. La bicicletta era l’ultimo dei problemi. Tramite il sistema Magnetic Days siamo immediatamente riusciti a trovare tutte le soluzioni del caso trovando la giusta dimensione tra qualità e quantità.

Post Magnetic Days

Semplice? Tutt’altro. Pedalare al chiuso per 2, 3 o 4 ore può essere alienante se non hai davanti a te un obiettivo davvero sfidante e fortemente motivante. La corsa? Un problema. Molto sinceramente per i primi giorni abbiamo approntato un piano che prevedeva uscite nei dintorni dell’abitazione, non sapendo se ciò fosse possibile o meno. Appurato presto che sarebbe stato fuori legge abbiamo lavorato per trovare alternative valide negli spazi consentiti. Scale, percorsi ad ostacoli, campi infangati, improbabili gira gira in cortile…un delirio vero e proprio. Ma mai, ripeto mai ho avuto in mente di mollare solo un minuto. Non sarei però sincero se dicessi che le motivazioni erano sempre al top. A volte ripetere il mood sembrava impossibile. Giornate in cui eri attaccato alla televisione cercando una sola speranza che tutto potesse finire presto e si sarebbe potuti tornare semplicemente a sognare. Settimana dopo settimana, qualcosa è migliorato. Passo dopo passo, proprio come la preparazione verso il 30for30, si è tornati ad un barlume di normalità.

Il Messaggero che parla della mia sfida

Che poi normalità proprio effettivamente non è ma in tutti i casi ad oggi se tutto verrà confermato, dal 3 giugno sarà possibile spostarsi verso l’Abruzzo dove dal 19 giugno al 18 luglio si tenterà l’impresa di percorrere il circuito dell’XTERRA Italy Lake Scanno per 30 volte consecutivamente.

Un pranzo di quarantena qualsiasi in balcone con la family

Se da una parte cresce l’ansia, dall’altra cresce la voglia di misurare la preparazione con l’evento. Si è fatto tutto quanto nelle possibilità? Sarà stato abbastanza o basterà per farcela? La prova è ormai a portata di mano. C’è una consapevolezza però che mi sento di condividere. Anche solo essere riusciti a portare avanti “la baracca” in questi mesi tra allenamenti, famiglia, lavoro, ricerca sponsor, partners, accordi vari, logistica etc è già qualcosa che mi rende orgoglioso. E’ una parte del viaggio, è vero. Per fortuna: il bello deve ancora venire.


Emanuele



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